Dalla disarmonia all'armonia della coppia

La coppia coniugale

dalla disarmonia all’armonia

 

 

 

Gli innamorati hanno, come i pazzi,

un cervello tanto eccitabile e

una fantasia tanto feconda,

che vedono assai più cose di quante

la fredda ragione riesca poi a spiegare.”

“Sogno di una notte di mezza estate”

William Shakespeare

 

“Le barche rosse”  Argenteuil,  Claude Monet 1875

 

Ed è già dal primo incontro che si avverte un trasporto verso l’altro, uno sconosciuto, che attraverso lo sguardo, le movenze, la fisionomia, l’abbigliamento, il tono della voce, le parole e l’espressività attrae l’attenzione. E dopo pochi incontri si avverte un trasporto, a volte irresistibile, senza però conoscerne le ragioni. 

Ogni membro della coppia ravvede alcuni aspetti sintonici con il proprio sé  nell’altro, ed altri ammirevoli che incantano e attraggono. Ed è proprio dall’insieme  degli elementi percepiti che si crea un intreccio tra intrapsichico e interpersonale. Concorrono alla formazione dello spazio o campo della coppia il background culturale che spazia dall’intergenerazionale al trans-generazionale. L’immagine dei genitori che ognuno porta dentro di sé riveste un ruolo estremamente importante, influenza la vita dell’individuo in ogni suo aspetto. E a sua volta i genitori,  anch’essi  influenzati dalle loro figure genitoriali.  Da generazione a generazione, si costruisce la trasmissione dei saperi, delle abitudini, della cultura, ma anche aspetti psicopatologici. Le scelte importanti della vita sono condizionate dalle pregresse esperienze vissute con le figure affettive di riferimento, di chi si è preso cura del bambino, da quando inerme aveva bisogno continuamente e costantemente di essere accudito per la crescita e la sopravvivenza.

Ogni individuo porta con sé l’immagine della coppia genitoriale e l’immagine del padre e della madre, che fungono da modello per la costruzione della nuova coppia, dalla scelta del partner alle modalità di interrelazioni che possono essere espresse per similitudine o per opposti.

Possiamo tranquillamente definire tale intreccio una rete complessa e inconsapevole. Nella pittura, Monet rappresenta la coppia come due barche rosse, ed è proprio l’elemento del rosso che racchiude tutta la complessità della rete che realizza la coppia con l’unione. Una rete formata da elementi reali e fantasmatici, aspettative, bisogni, desideri e sogni, in parte consapevoli ed inconsapevoli.

Così la coppia tende ad assumere aspetti dell’altro, identificandosi ed interiorizzando la relazione tra sé e l’altro. Ed è proprio attraverso il meccanismo di identificazioni e proiezioni che la coppia tende ad influenzarsi a vicenda, così facendo si produce un cambiamento, pur mantenendo un’autonomia personale.

Quando i cambiamenti sono condivisi, la coppia intraprende un percorso verso la crescita e lo sviluppo, modificando in senso positivo le personalità di ciascuno, accrescendo conoscenze e abilità, sostenendosi a vicenda, soccorrendosi l’un l’altro nei momenti difficili, percorrendo l’uno affianco all’altro i percorsi sia facili che tortuosi della vita. E quando i meccanismi di incastro della coppia, con una parte sporgente dell’uno trova un adeguato vuoto nell’altro, innesca un meccanismo che solleva dalla sofferenza e favorisce la crescita. 

Sono le motivazioni personali inconsce, non condivise, che con il tempo tendono a cristallizzare la relazione, creando un blocco nella crescita della vita relazionale, percorrendo strade involutive. Le aspettative, i desideri, le attribuzioni di significati alla famiglia vengono custoditi in uno scrigno chiuso.  

Nell’altro vengono visti aspetti che non sono propri del partner, ma gli vengono attribuiti, quelli che attengono alla sfera personale propria, vengono proiettati nell’altro e a volte colpevolizzandolo. 

A volte la coppia illudendosi che tutto funziona per il meglio, che si è trovato l’incastro perfetto, di fatto si sta producendo una follia à deux, inglobando anche i figli nel vortice della follia, che generalmente risulta formata su base narcisistica. Non esiste relazione in questi casi, ma solo l’uso strumentale e perverso dell’uno sull’altro. 

E poi il pensiero ricorrente “io ti cambierò” come desiderio di smussare quelle caratteristiche poco gradevoli che nell’altro risultano deludenti.

Ed ancora quell’accoppiata soffocante di uno sull’altro, come due barchette che invece di navigare  l’uno affianco all’altro, buttando una corda per soccorrere o trascinare l’altro in momenti di bisogno, l’uno si poggia sull’altro fino ad affondare le imbarcazioni.

La pretese che l’altro possa risolvere problematiche personali proprie, convincendosi che sono problematiche di coppia.

La discrepanza tra una vita ideale desiderata e immaginata e una vita reale, induce alla delusione e allo sconforto, spingendo alla continua ricerca di relazioni ideali appaganti. 

La difficoltà  di stare psichicamente con una donna/uomo e la paura di essere inglobati, di perdere la propria individualità o la mancanza di spazio per l’altro, perché già pieno di figure fantasmatiche genitoriali, che inducono al tradimento, alla ricerca di relazioni sessuali, per alleviare la sofferenza del tradimento del primo oggetto d’amore. Così i tradimenti che non sono affatto su base amorosa, ma stare con più persone solleva dalla responsabilità di amara un altro.

La tendenza a svalutare, sottomette o infliggere sadicamente sofferenza nell’altro, come ad allontanare una relazione vissuta come pericolosa e troppo travolgente, pur desiderandolo. 

Il dominio che prevale sulla relazione amorosa, come a soffocare la paura di perdere le coordinate per i movimenti esperenziali, mantenendo così sotto controllo l’orientamento e la posizione.

Anche le piccole incomprensioni, che trascinati nel tempo, possono assumere aspetti giganteschi. Per evitare le diverse problematiche la coppia si pone in uno stato di non relazione, ognuno assumendo una sorta di falso sé nella relazione, fingendo di comprendere o tollerare, dedicandosi esclusivamente al lavoro che occupa la maggior parte della giornata, e così quando si è costretti a stare insieme, come è capitato del periodo del lookdown, in uno stato di non relazione, i conflitti riemergono e le separazioni sono moltiplicate. La scelta della separazioni come soluzione semplificatoria, senza mettere in discussione alcun aspetto di sé, come conseguenza.

Le relazioni conflittuali sono basate su aspetti complessi, inconsci e non controllabili. Contrariamente una separazione non conflittuale realmente e non apparentemente, come a volte accade, porta ad una crescita della persona.

Quando nella relazione terapeutica gli animi si placano, ri-nasce il pensiero e la riflessione. Il pensiero e la consapevolezza del funzionamento psichico della coppia, come modello relazionale. La consapevolezza della scelta del partner stabilisce chiarezza nel funzionamento relazionale, del campo psichico della coppia direbbe Bion. 

Anche se ha un retrogusto amaro, leggere la realtà con una lingua diversa, un’altra lingua, che affonda le radici nei vissuti infantili, nell’intrapsichico, interpersonale, intergenerazionale e trans-generazionali è doloroso, ma  porta la coppia a ristabilire una relazione funzionale e soddisfacente per entrambi.

Agosto 2020